Il 24 giugno, presso l’Hotel Villa Pamphili di Roma, si è tenuta la prima edizione del Real Estate & Hospitality Summit, organizzato da Il Sole 24 Ore in collaborazione con Colliers Global Investors Italy SGR e Dils. Un appuntamento che ha riunito investitori, operatori alberghieri, istituzioni e protagonisti del settore per confrontarsi sulle prospettive di uno dei comparti più dinamici del mercato immobiliare europeo.
In qualità di main sponsor dell’evento, abbiamo avuto l’opportunità di partecipare a un confronto di alto livello sulle trasformazioni che stanno ridefinendo il settore hospitality e sulle opportunità che l’Italia continua a offrire agli investitori internazionali.

Un mercato che guarda all’Italia con fiducia
Tra i principali messaggi emersi nel corso della giornata, uno dei più significativi riguarda il crescente ottimismo nei confronti dell’Europa e dell’Italia come destinazioni di investimento e di lungo periodo.
Sempre più persone scelgono il nostro continente non soltanto per viaggiare, ma anche per vivere, attratte dalla qualità della vita, dalla stabilità e, in alcuni casi, da vantaggi fiscali. Parallelamente, diversi investitori internazionali stanno ribilanciando le proprie strategie, guardando con crescente interesse ai mercati europei e in particolare a quelli mediterranei.
In questo scenario, l’Italia continua a distinguersi per la solidità del settore turistico e per la sua capacità di offrire asset distribuiti su tutto il territorio nazionale. A differenza di altri comparti immobiliari fortemente concentrati sui grandi poli urbani, l’hospitality può contare su una presenza capillare che genera opportunità di investimento diffuse e diversificate.
Nuovi protagonisti nel panorama degli investimenti
Un altro trend rilevante riguarda l’evoluzione della tipologia di investitori attivi nel settore.
Se negli anni scorsi i fondi sovrani rappresentavano alcuni dei principali protagonisti del mercato, oggi si registra una presenza sempre più significativa di family office e investitori privati. La ricerca di diversificazione e la volontà di costruire portafogli orientati alla creazione di valore stanno favorendo investimenti con orizzonti temporali più lunghi e strategie meno speculative.
È emersa con forza anche la necessità di adottare una visione di lungo periodo nello sviluppo degli asset alberghieri. Un hotel non può essere valutato esclusivamente attraverso logiche di ingresso e uscita rapide: per raggiungere una piena stabilizzazione operativa e valorizzare il proprio potenziale sono spesso necessari almeno quattro anni.
Crescita sostenuta, anche se più selettiva
Il sentiment condiviso dagli operatori resta positivo.
Dopo anni caratterizzati da performance particolarmente brillanti, il mercato potrebbe non mantenere ritmi di crescita a doppia cifra, ma le aspettative indicano comunque un andamento sostenuto, con tassi di crescita elevati a una cifra e una domanda ancora robusta.
La sicurezza degli investimenti, la forza del brand Italia e l’attrattività delle sue destinazioni continuano infatti a rappresentare fattori determinanti nelle decisioni degli investitori internazionali.
Le sfide da affrontare
Accanto alle opportunità, il Summit ha evidenziato alcune criticità che richiedono attenzione e interventi strutturali.

Formazione e carenza di personale
La disponibilità di personale qualificato rimane una delle principali sfide del settore. È emersa la necessità di rafforzare i percorsi formativi e valorizzare maggiormente gli istituti alberghieri, affinché l’Italia possa diventare un punto di riferimento internazionale anche nella formazione delle professioni dell’ospitalità.
Maggiore trasparenza del mercato
Gli operatori hanno sottolineato l’importanza di incrementare la trasparenza e l’accessibilità delle informazioni di mercato, elementi fondamentali per attrarre nuovi investimenti e favorire decisioni più efficaci.
Destagionalizzazione
La destagionalizzazione continua a rappresentare una priorità, soprattutto in destinazioni fortemente dipendenti dai flussi estivi. Località di grande attrattiva, come quelle della Sardegna, potrebbero beneficiare di una maggiore collaborazione tra operatori alberghieri, ristorazione e servizi territoriali per estendere la stagione turistica e generare valore durante tutto l’anno.
Infrastrutture
Tra i temi più discussi anche il miglioramento delle infrastrutture, considerate essenziali per sostenere la competitività del turismo italiano. Trasporti, collegamenti e servizi moderni rappresentano un fattore abilitante per la crescita futura del settore. Un tema richiamato anche dagli interventi conclusivi dedicati all’attrattività del Paese e alla necessità di superare alcuni limiti strutturali ancora presenti.
Dove si concentrano le opportunità future
Guardando al futuro, il mercato continua a offrire interessanti prospettive di sviluppo.
Tra i segmenti più promettenti emergono le branded luxury residences, una formula sempre più apprezzata dagli investitori internazionali, nonostante le complessità regolamentari che ancora ne limitano la diffusione.
Inoltre, è stato evidenziato come il mercato sia tutt’altro che saturo. Nuove destinazioni continuano a emergere e ad acquisire valore nel tempo, dimostrando che esistono ancora ampi margini di sviluppo al di fuori delle località già consolidate.
Con l’aumento dei prezzi nelle cosiddette “trophy locations”, cresce l’attenzione verso mercati secondari capaci di offrire rendimenti interessanti e maggiori possibilità di creazione di valore.
Un ultimo tema centrale è stato il ruolo del destination management: promuovere una destinazione non è più sufficiente. Occorre gestirla, svilupparla e pianificarne l’evoluzione attraverso strategie integrate che coinvolgano pubblico e privato.
Uno sguardo al futuro dell’hospitality
La prima edizione del Real Estate & Hospitality Summit ha confermato la centralità dell’hospitality nello scenario degli investimenti immobiliari e il ruolo strategico dell’Italia come destinazione internazionale.
In un contesto globale sempre più selettivo, il settore continua a distinguersi per resilienza, capacità di innovare e attrattività nei confronti dei capitali. Le sfide non mancano, ma le opportunità restano numerose per chi saprà adottare una visione di lungo termine, investire nella qualità dell’offerta e contribuire allo sviluppo sostenibile delle destinazioni.
